TUMBLR

lunedì 15 novembre 2010

meno sei

- 6

Vignette a quattro mani e pugnette a cottimo. Solo su BILE, l'inserto celtico. Robe che il Misfatto, in confronto, sembra un inserto satirico.
Ogni domenica con Terra, il quotidiano incosciente. Il prossimo numero compratelo. Non ve ne pentirete.


domenica 14 novembre 2010

meno sette

7 giorni...


Nel frattempo... zozzerie dell'ultimo Bile, pubblicato con l'inserto 3Dnews nel quotidiano Terra.

sabato 13 novembre 2010

Bile domani su Terra del 14-11-2010

Per problemi che al momento ci sfuggono, ci siamo accorti che non siamo in edicola oggi. Quindi per chi ci vuole cartacei l'appuntamento è rinviato a domani, domenica 14 sul quotidiano TERRA

Intanto per i fedelissimi e per i tirchiazzi, ecco il frutto dei nostri lombi in formato pdf:

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Se vi piace leggerci sul quotidiano dei verdi, subissate di complimenti per le pagine bilose la redazione del giornale. In alternativa, rapite un panda e mandate una lettera minatoria corredata di foto dell'animale in catene, con in mano una copia del Misfatto.

venerdì 12 novembre 2010

Questo sabato comprate Terra. Per voi 2 pagine di Bile gratis. Sciuponerie.



Voi: Buongiorno vorrei una copia di Terra.
Edicolante: Perché?
V: Perché mi sento l'ascella troppo libera e non riesco a camminare senza metterci sotto un quotidiano.
E: ???
V: Era una battuta.
E: Non faceva ridere.
V: Ha ragione. Ho dimenticato le risate finte in sottofondo.



Comprate Terra. Gratis per voi 2 pagine di Bile. Inoltre, il ricavato andrà in beneficenza per aiutare i profughi del PDL

martedì 9 novembre 2010

Youporn, l'Oracolo


Testo di Pietro Errante, illustrazione di Tonus

(estratto da 3D del 7 novembre 2010)

Tutto torna. C'è un qualcosa di morboso che regge le fila di queste elezioni di mid-term americane. Cominciamo dal recente passato, il trionfo di Obama alle presidenziali del 2008. Quella vittoria storica è passata agli annali per svariati motivi (il post-Bush&Cheney, il riscatto dei liberal ecc.) ma soprattutto per il colore della pelle dell'eletto. Marrone, come quella degli schiavi negri di un ieri mai abbastanza distante; come quella di Martin Luther King e del suo dream; come quella di Valentino. Il vittorioso Obama ha visto però il suo consenso sbriciolarsi in due anni sotto la morsa della crisi e delle tanto contestate riforme. Il simbolo del dissenso anti-Barack? Sarah Palin dall'Alaska, una piacente signora con poche idee ma con il fascino tipico delle donne di mezza età che non disdegnano il sybian. Una milf, se volessimo taggarla nel video porno che è la nostra vita. Studiano i dati Google Analytics, si nota come il tag black dominasse il web di due anni fa, preludendo alla vittoria di Obama. In questi ultimi mesi, invece, abbiamo assistito alla riscossa della tag milf, croce e delizia di ogni smanettone con le mani sudate. Tutto torna, o, per dirla con le Sacre Scritture, tutto è già scritto. Alle presidenza del 2012, lasciate perdere Glenn Beck, la Msnbc e la cerchia di sondaggisti a gettone. Setacciate il web, telefonate a quell'amico segaiolo delle scuole media, chiedetegli delle dritte, navigate tra le perversioni sessuali dei cittadini. Saprete il nome del vincitore prima di Drudge Report — e saprete quello vero.

Una profezia per il 2012? Andrà molto la tag midjet. Peccato che Gary Coleman ci abbia lasciato.

domenica 7 novembre 2010

Bile su Terra del 7-11-2010

Ecco come promesso le nostre due infide pagine uscite su 3D, l'inserto del quotidiano Terra!

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Se vi piace leggerci sul quotidiano dei verdi, subissate di complimenti per le pagine bilose la redazione del giornale. In alternativa, rapite un panda e mandate una lettera minatoria corredata di foto dell'animale in catene, con in mano una copia del Misfatto.

sabato 6 novembre 2010

Ci vediamo domani in edicola con TERRA!

L'appuntamento con 3D e le pagine di satira del Bile non è per oggi ma per domani in edicola con Terra! il quotidiano ecologista.

Non chiedeteci il perché.

Nel frattempo, una piccola anticipazione...

venerdì 5 novembre 2010

Le 10 frequentazioni piccanti che ancora mancano a Berlusconi

Dall'ultimo numero di 3D, l'inserto di TERRA! il quotidiano ecologista che organizza i Bunga Bunga per i Panda.



martedì 2 novembre 2010

Paura, Delirio E Tea Party

Testo di Blicero, illustrazione di Tonus



Se il dibattito pubblico americano fosse un grande, enorme megafono (come ha immaginato l’autore satirico George Saunders) dotato di due manopole, una che regola l’Intelligenza e l’altra il Volume, la seconda sarebbe senza dubbio impostata su Soffoca Tutti Gli Altri e la prima sarebbe manomessa o inservibile.

Con le elezioni midterm ormai alle porte, Barack Obama sembra imprigionato in una sorta di bolla politica, fuori e al di sopra della mischia, rispettato ma non ammirato. Il presidente che si era presentato come l’uomo dell’hope & change è sprofondato nel pantano della realpolitik washingtoniana, apparentemente incapace di rivitalizzare quella potente affinità comunicativa che aveva scaldato gli istinti più nobili dell’opinione pubblica statunitense, ora decisamente delusa e impaurita. Il 2008 ci aveva regalato la novità mozzafiato di Obama; il 2009 e il 2010 ci hanno invece presi per il bavero, schiaffeggiato e fatto assistere all’esplosione dei Tea Party, i veri protagonisti di queste elezioni, una frangia estremista in seno al partito repubblicano che si presenta il 2 novembre con ben 138 candidati, 129 alla Camera e 9 al Senato.

Il movimento, se così si può chiamare, prende il nome dalla rivolta dei coloni che nel 1773 gettarono nel porto di Boston alcune casse di tè per protestare contro le tasse imposte dal governo britannico. L’episodio è considerato l’inizio della rivoluzione americana; ed infatti i Tea Party credono fermamente di essere l’emanazione più alta e veritiera di quello spirito rivoluzionario, uno spirito che a prima vista può apparire grassroot, di base, sorto spontaneamente tra cittadini infuriati per una guerra in Afghanistan sempre più fuori controllo, i salvataggi statali dei vampiri di Wall Street, i provvedimenti per la ripresa economica e, soprattutto, la riforma sanitaria. Ma in realtà i Tea Party hanno ben poco di genuino.

Facciamo un passo indietro. Il 19 febbraio 2009 Rick Santelli, un presentatore di bassa lega dell’emittente CNBC, scaglia in diretta un violento attacco all’amministrazione Obama per l’annuncio dello stimulus package economico: “Il governo sta incoraggiando un pessimo comportamento! Dobbiamo veramente pagare i debiti dei falliti?! Questa è l’America! Stiamo pensando di fare un Tea Party a Chicago a luglio e posso cominciare ad organizzare le cose, se tutti voi capitalisti volete venire al lago Michigan”. Di lì a poco verranno aperti siti, pagine e gruppi Facebook, organizzati raduni, proteste e manifestazioni in tutto il paese sotto il nome “Tea Party”.

I giornalisti Mark Ames e Yasha Levine di “The eXile” sono stati i primi a scoprire (poi spudoratamente plagiati dai big media) che tutto ciò non era che una complicata e sofisticata operazione di pubbliche relazioni ideata da spin-doctor e oligarchi repubblicani (su tutti la famiglia Koch, proprietaria della più grande azienda privata americana) alle prese sia con la rovinosa caduta della dottrina neocon che con delle proposte governative che avrebbero potuto seriamente mettere in pericolo i loro preziosi e ramificati interessi economici. E in tempi di crisi post-imperiale i magnati che continuano ad arricchirsi alle spalle di una società allo stremo non sono esattamente degli eroi popolari, a meno che non si usino le persone a cui si sta succhiando il sangue per farle radunare “spontaneamente” e lottare per diritti e pretese che non sono loro.

La tecnica è vecchia e collaudata, come dimostra questo scritto in un manuale schiavista del 19esimo secolo:
Un padrone dovrebbe preoccuparsi di mostrare ai suoi schiavi che il progresso nella realizzazione dei suoi interessi individuali è al contempo un loro progresso personale. Una volta convinti di questo, basterà solo una piccola spintarella per farli comportare come vuole lui.

Il vero problema dei Tea Party e dei loro leader più in vista quali Sarah Palin (resuscitata dopo la batosta con McCain nel 2008), Rand Paul e Christine O’Donnell è che tutti i comizi, le dichiarazioni e i loro deliri a svariati decibel – amplificati ancora di più dalla grancassa destrorsa di Fox News e altri house organ al cui confronto Libero e Il Giornale sono moderati – riescono a canalizzare la legittima indignazione del popolo in un impasto di populismo reazionario e oligarchismo industriale che se ne fotte ampiamente dei valori dei Padri Fondatori, della Costituzione e, in definitiva, dell’America. Karl Rove ha detto che questo martellante messaggio antigovernativo potrebbe portare molta più gente alle urne e di conseguenza far vincere i repubblicani. Può essere.

Resta il fatto che in questa tornata elettorale di midterm i Tea Party sono come i facehugger del film Alien: piccoli e disgustosi corpi alieni attaccati con i loro otto tentacoli alla faccia della politica americana, pronti a penetrare in bocca con i loro apparati riproduttivi e a depositare gli embrioni – una progenie irrazionale priva di proposte concrete e sensate destinata ad infettare il corpo di una nazione, fino ad impossessarne definitivamente con le presidenziali del 2012.

lunedì 1 novembre 2010

Stiamo dando una mano nel fecondare i panda

Come vi abbiamo già detto, stiamo collaborando da qualche settimana con l'inserto 3D, all'interno del quotidiano ecologista "Terra".

Ogni sabato, potete far finta di essere emuli di Licia Colò e chiedere il quotidiano dei Verdi al vostro edicolante di fiducia. Gli orsi bianchi ve ne saranno grati.

Un po' di porcherie fatte sino ad ora:
(cliccate sulla data per scaricare il pdf)


25/09/2010

02/10/2010

09/10/2010

16/10/2010

23/10/2010


30/10/2010